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Faggio di S.Francesco

Lungo i sentieri francescani della Valle Santa reatina si inserisce il santuario francescano di Rivodutri, sito su un altopiano a 1090 metri s.l.m., che si può comodamente raggiungere dal paese , in pochi minuti e attraverso una strada asfaltata.

FAGGIO O CAPANNO  DI SAN FRANCESCO

Già nel libro di Monsignor Arduino Terzi “Memorie francescane nella Valle reatina” , si afferma che a Rivodutri, poco distante dalla frazione Cepparo, esiste un faggio colossale, detto  “Faggio di San Francesco”. La tradizione popolare fa derivare questa denominazione dal seguente  episodio. Durante il suo viaggio per questi monti, sorpreso da una fitta pioggia, il Santo d’Assisi  si riparò, in mancanza di altro rifugio, sotto un faggio. Questo, allora, per virtù divina, piegò i suoi rami come un salice piangente e protesse  San Francesco dall’inclemenza del temporale. A vederlo, ancora oggi, dà l’impressione che abbia qualcosa di misterioso, di miracoloso.

CHIESA DI SAN FRANCESCO AL FAGGIO

Risale al 2000 ed è stata  costruita ristrutturando un rudere, detto “Casetta dei Cerchiari”, del XVIII secolo che, presumibilmente, veniva utilizzato dai pastori operanti nella zona. Vuole ricordare il passaggio del Millennio (Anno Santo 2000) e quello di S . Francesco dall’Umbria a Rieti. All’interno della Chiesa  sono state collocate 14 formelle in ceramica a colori, realizzate dal pittore Franco Bellardi e ispirate al Cantico delle Creature.  Si è voluto, così,ripresentare la famosissima Laude in una nuova versione artistica.

 

 

 

 

L’EDICOLA

Si trova accanto alla chiesina e ricorda l’impronta del piede lasciata da S.Francesco nella roccia.  Si racconta, infatti, che San Francesco, lasciato Poggio Bustone e diretto verso le Marche,si fosse fermato presso un maniscalco dei Castelli di Rocchette o Cocoione per ferrare il somarello che cavalcava, ma non avendo di che pagarlo, si profuse in ringraziamenti e benedizioni. Non contento di ciò, il maniscalco avrebbe raggiunto il Santo lungo la via, ingiungendogli il pagamento o la restituzione dei ferri. San Francesco, disceso dal somarello, avrebbe in quel momento lasciata impressa l’orma del suo piede sulla pietra e, nello stesso tempo, avrebbe ordinato al somarello di restituire i ferri al padrone.

 

LA CROCE

Salendo al Faggio di S. Francesco, dopo la frazione di Cepparo, all’inizio della spianata su una collina è stata posta una croce in ricordo dell’Anno Santo del 2000.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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